Mercoledì 2 ottobre

1. Rileggere A. Rimbaud, ‘Vocali’ e D. Campana, ‘Immagini del viaggio e della montagna’

2. Tentare una analisi dettagliata – e prepararsi ad esporla oralmente (6 min minimo) – secondo i criteri di metodo esposti in classe su almeno 15 versi del testo di Campana e 8 versi di quello di Rimbaud

Annunci

Mercoledì 2 ottobre

1. Leggere U.Saba, ‘Zaccaria’ e A. Anedda, ‘Anche questi sono versi di guerra’

2. Analizzare per iscritto (almeno 400 parole) secondo criteri di metodo esposti in classe, con particolare attenzione a: a. atteggiamento elocutorio b. tono (precisare da quali elementi si ricava la caratterizzazione del tono)

Mercoledì 2 ottobre

1.1 Leggere Agostino, De doctrina christiana http://www.augustinus.it/italiano/dottrina_cristiana/index2.htm, limitatamente ai seguenti paragrafi: Libro II, 16.23-25

1.2 Leggere il seguente articolo del 2008 sui cosiddetti ‘quattro sensi delle Scritture’ : http://tuespetrus.wordpress.com/2008/11/11/dalla-sapienza-medievale-i-quattro-sensi-delle-scritture/

1.3 Relazione 8 minuti: giustificare i nessi ed esporre almeno un dubbio/una confutazione relativamente a questi due documenti e a tutto quanto trattato finora

2. Ripreparare lettura lauda Jacopone

3. Controllo quaderni

Lunedì 30 settembre

Chiarire quali elementi/significati della parabola della zizzania (Matteo 23) possono ricollegarsi ai capisaldi della concezione tolkieniana del racconto fantastico e dei suoi scopi in una relazione di 8 minuti

Controllo quaderni degli appunti

Su base volontaria : sarà possibile presentare lavoro assegnato per la lezione scorsa, ma non in alternativa a quello nuovo

Giovedì 26 settembre

1. STUDIARE sul manuale Tutti i nostri passi le pp. 1-13. Sapere IN DETTAGLIO lo schema dei successori e dei parenti di Augusto, le riforme politiche e amministrative, l’iconografia dell’Ara Pacis

2. raccogliere piccola collezione di fonti ragionata sul tema ‘riforme istituzionali’, preparando una breve risposta alle seguenti 2 domande:

a. conosci esempi storici o attuali di riforme istituzionali realizzate?

b. come definiresti il termine istituzione e di quali istituzioni dell’Italia attuale si dice che avrebbero bisogno di riforme?

Per lunedì 30 settembre

Canzoniere, poesie da pp. 169 a p 175.
A. Anedda ‘Anche questi sono versi di guerra ‘ http://www.casadellapoesia.org/poeti/anedda-antonella/anche-questi-sono-versi-di-guerra
http://www.treccani.it/enciclopedia/ironia_(Enciclopedia-Italiana)/
Definizione di ‘ironia’ su Encicl. Italiana Treccani: saper rispondere a brevi domande concettuali e relative alle nozioni esposte nella voce
RELAZIONE 8 minuti – Spiegare, impiegando appropriatamente il maggior numero di definizioni di figure retoriche, comprese quelle di elocuzione, in che cosa nei versi di Saba si manifesta un tono ironico e per quali elementi formali il testo di Antonella Anedda è invece lontano da ogni ironia.
COMPOSIZIONE – Almeno 300 parole in prosa o in versi con uso brillante di ironia (mediante almeno 6 fig retoriche)

Per mercoledì 25 settembre

1. Cercare su Google Libri Le vite dei dodici Cesari di Gaio Svetonio Tranquillo > leggere TUTTA la vita di Cesare ad apertura di volume
2. Al seguente link http://testilatini.blogspot.it/2007/06/cesare-commentari-sulla-guerra-civile.html , a cui si può trovare la traduzione italiana completa dei Commentarii in cui Cesare stesso descrisse la guerra civile, leggere soltanto il LIBRO TERZO
3. Dopo aver compiuto queste letture e averne preso estratti direttamente sul quaderno di GeoStoria, preparare un’ORAZIONE di min 10 max 15 minuti in cui si difenda appassionatamente o si attacchi con veemenza la condotta di Cesare. Ogni affermazione va documentata con fatti e con i passi dei testi letti che li attestano

Alessandro D’Avenia – C’eri una volta tu

16 settembre 2013

LETTERA DI INIZIO ANNO

C’eri una volta tu

Ragazzo che ti abbatti sul banco come una balena spiaggiata, con quegli occhi annebbiati dalla noia e dalla forza ingabbiata in una stanza per cinque ore, che dobbiamo fare tu e io di quest’anno scolastico? Ragazza tutta in fioritura assetata di essere vista, guardata, amata, dal cervello mai in pace, con le orecchie a caccia di qualcosa che possa servirti ad essere felice, che dobbiamo fare tu e io di quest’anno scolastico? Che ne sapete voi due adesso dell’io di domani?

Che ne sapete voi due dell’amore che cercate? Che ne sapete voi due del senso da dare alla vita se state scoprendo adesso che la vita ha un senso, si inarca, si stira, si tende dentro di voi come neanche voi sapete come, ma con tutto il dolore del caso. Ragazzo dalla maschera inespressiva, incapace di raccontare i tuoi sentimenti se non nascondendoli dietro uno strato di spacciata sicurezza, che dobbiamo farne di queste lezioni di italiano?

Ragazza dalla maschera fin troppo espressiva, con quel trucco che dovrebbe segnalare quanto sei bella e segnala quanto hai paura di essere fragile, che dobbiamo farne di Catullo, Virgilio e Dante?
A che mai ci servirà passare centinaia di ore insieme a parlare di bellezza, dolore, amore, futuro, passato, presente, parole, terra, pelle, occhi, cervello, cuore, dita, occhi, orecchie e del che farci con tutte queste cose di cui la vita ci ha dotato senza il nostro permesso?

Come si fa, ragazzo, ragazza, a raggiungerti dove te ne stai rintanato? Come si fa a metterti sotto gli occhi quella bellezza unica e in costruzione che cerchi a tutti i costi di nascondere tanto fa male non esserle all’altezza? Come si fa a spiegarti che tra gli 80 miliardi di esseri umani che hanno calpestato il suolo non ce n’è uno o una come te? Come si fa a farti credere che sei la tua biografia, ma che sei soprattutto la tua autobiografia? Come posso io insegnante mostrarti sulla mappa geografica del desiderio che le terre di tua conquista sono ancora da scoprire? Come posso aiutarti a costruire il mezzo migliore per raggiungerle? Come faccio a sapere se sei fatto o fatta per una nave, per una bicicletta o per andare a piedi?

Ragazzo quanta unicità sprecata dietro a piccolissimi piaceri che rendono tutti uguali i ragazzi. Ragazza quanta unicità sprecata dietro a immagini illusorie del così fan e son tutte le ragazze. Eppure tu e tu avete occhi come nessuno e fiorite come mai è accaduto nella vostra vita, neanche da bambini. Perché adesso il vostro corpo si slancia verso il futuro con la tensione di chi può essere un giorno padre e un giorno madre. E così il vostro cervello si tende oltre ogni colonna d’ercole e il vostro cuore si inarca sino allo spasimo. E la pelle quasi non ce la fa a contenere la tensione di questa possibilità divina di creare.

Assisto a questa tensione e rimango alla finestra su questo panorama che muta di ora in ora di minuto in minuto cercando come un oracolo di indovinare chi sarai.

Ragazzo che cosa è questa tua unicità nella storia delle generazioni, questa tua forza, questa tua virilità e vitalità? Ragazza che cosa è questa tua alterità rispetto ad ogni altra donna, questa tua fecondità e attenzione?
Verso dove ti trascendi e ti superi? Verso un uomo e una donna mai compiuti del tutto, ma con una chiamata chiara nel Dna: amare ed essere amato.

Questo io lo so. E su questo cammino impervio ti accompagno. Anche io ho lo stesso Dna e quello che posso fare è raccontarti la storia di altri che hanno reso grande questo Dna: con la parola, con l’arte, con la poesia, con gli occhi, con le orecchie, con le dita, col cuore, col cervello. Imparando a scolpire la copia migliore di se stessi in vista dell’ultimo giorno, che prima o poi arriva. E ti auguro di esserne soddisfatto.
Vorrei che fossi tu a scrivere la tua biografia. In fondo io solo questo posso insegnarti: come si scrive un’autobiografia.
C’eri una volta tu, ragazzo.
C’eri una volta tu, ragazza.
Io sono in quella storia, come tutti gli aiutanti delle storie, ma il protagonista sei tu, della gioia e del dolore di una vita e di quello che decidi di fare in mezzo a queste due sponde.

Alessandro D’Avenia
© riproduzione riservata