2F Scritto Italiano del 10 febbraio – Traccia

La traccia per la redazione della sceneggiatura di lunedì, prima prova scritta di Italiano del II Quadrimestre.

Buona invenzione !

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6 pensieri su “2F Scritto Italiano del 10 febbraio – Traccia

  1. Buongiorno/buonasera Professore,
    Le vorrei chiedere alcune cose:
    1- nel riprendere le caratteristiche dei personaggi e la forma de «La vita è sogno» dobbiamo mantenere i nomi ai personaggi o cambiarli del tutto, lasciando al lettore il “piacere” di chi essi rappresentano, o no?
    2- nel cambiare il registro linguistico con uno più contemporaneo dobbiamo anche — come abbiamo visto in classe — variare il registro dialettico a seconda della posizione sociale? Per esempio: sarebbe scortese dare medesima tonalità ai periodi di Clarino con quelli di Astolfo.
    3- il lavoro —a me— pare un elaborazione del riassunto fatto del testo con una scena (a piacere) da descrive mediante dialogo e script. Ma, mi chiedevo, lo script antecedente e postumo alla scena fatta con dialogo deve essere dettagliato o solo un semplice riassumere mettendo in evidenza i fatti, i luoghi e la posizione dei personaggi?
    Grazie in anticipo

    • No, di riassunto non è proprio il caso di parlare; le scene non sceneggiate con i dialoghi devono essere rappresentate dallo script, che non è solo un riassunto di quello che i personaggi fanno, ma di come, dove e con quali sentimenti lo fanno. Naturalmente visti il numero di parole ed il tempo a disposizione occorrerà procedere ad una sintesi, diminuendo il numero di scene e/o limitando lo script ad alcune notazioni essenziali.
      Il registro linguistico NON va cambiato a seconda del rango del personaggio, a meno che non si riesca a trovare una soluzione contemporanea credibile.
      Buona notte

      • Scusi professore ma le figure di argomentazione dialettiche sono quelle presenti nel de oratore… Perchè se sono quelle mi risulta difficile inserirle nella sceneggiatura

      • Avrà notato, caro Akos, che molto spesso i personaggi del dramma di Calderon persuadono l’interlocutore avvalendosi di argomentazioni rigorosamente strutturate, con tanto di divisio che le introduce, inaugura e scandisce. Pertanto, fatti salvi gli aggiustamenti lessicali, non trovo difficoltoso riprodurre la situazione per cui un personaggio impiega ragionamenti affatto coesi per giustificare, ad esempio, quanto sta per mettere in atto. Buona serata

  2. salve professore, ho una domanda da porle: Ma l’ambientazione del nostro elaborato deve essere ai giorni nosri o relativamente vicino a oggi (esempio primi anni del 900 ecc..)

    scusi per il disturbo

    David Bardi

  3. Caro Edoardo, le domande che mi pone mi rivelano che ha capito molto bene quanto richiesto. Le argomentazioni dialettiche, anche molto brevi (un sillogismo volendo può portar via anche 20-30 parole non di più), dovrebbero essere redatte compiutamente; sono dunque da inserire nella parte di dialogo redatto per intero. Ora che mi ci fa pensare, non credo si debba vietare di inserirle anche nello script, ma riportare in forma indiretta il mero contenuto di un ragionamento comprometterebbe lo scopo dello script, che è quello di dare le indicazioni strettamente necessarie perché immagine e recitazione esprimano quel che è necessario a far procedere la storia. Spero che «bollire» si intenda come «ferve di attività». Grazie comunque. Domande così sono meglio di una risposta impeccabile. Buona domenica

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