Libera – Libertà 3-1

L’autore e mantenitore di questo blog, Cevasco Paolo, ha riferito in questo articolo esclusivamente fatti di cui è stato testimone e parte in causa o in merito ai quali ha ricevuto notizie certe, senza intenzione di offendere  persona alcuna. Se alcune delle notizie qui riportate risultassero erronee, cosa che finora non gli risulta, ne chiede  scusa agli interessati, pronto, come finora ha fatto, a pubblicare qui tutte le rettifiche e le precisazioni del caso, secondo le modalità che chi gliele invia avrà la gentilezza di suggerirgli. Ribadisce tuttavia che tanto a lui quanto al prof. Ponte è stata assicurata la presenza di un’equa rappresentanza delle opinioni presenti nel dibattito pubblico, rappresentanza che poi, per motivi che ciascuno è libero di ricostruire come meglio crede, durante l’assemblea non si è di fatto verificata. L’esposizione dei fatti riferiti resta fondata su quello che so e che sono in grado di documentare; pertanto non muta fino a evidenza contraria. Per le opinioni liberamente espresse, naturalmente esposte a errore umano, non sono da elevare scuse a chicchessia, dal momento che esse sono tutelate dalla legge: non un solo aggettivo connotativo viene accostato a persone, se non per caratterizzarne le opinioni, mai le azioni. Ove avessi male interpretato azioni e parole altrui, ossequio al vero e carità cristiana mi impongono di chiederne scusa agli interessati, benché io in coscienza non veda tuttora che cosa io abbia male interpretato o chi abbia motivo di dolersi di una esposizione di fatti di pubblica evidenza, costatati da un numero assai elevato di testimoni oculari ed auricolari, ovvero relativi a comunicazioni dirette intercorse tra me e la vicepresidenza dell’istituto – comunicazioni liberamente concesse a seguito di una libera accettazione della collaborazione da me offerta per contattare il relatore -.

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Chiunque si imbatta in questo post potrà avere almeno la soddisfazione, se studia al Parentucelli o all’Arzelà, di capire la trappola in cui suo malgrado è stato gettato, insieme alla correttezza istituzionale e alla democrazia e rappresentatività dei dibattiti pubblici. Due settimane fa i rappresentanti degli studenti a seguito di contatto verbale col sig. Davide Vairani di Ortonovo mi fanno sapere di essere in cerca di relatori per l’assemblea di istituto che difendano le posizioni critiche circa la teoria gender e le adozioni a coppie omosessuali. Non senza fatica io ed alcuni miei amici riusciamo a contattare quella che sul tema è senza dubbio una personalità di grande autorevolezza, il prof. Giorgio Ponte, volto televisivo apparso a Le Iene, su Tv2000 e su molte altre testate e canali media, nonché docente universitario, scrittore e blogger di successo. Il prof. Ponte accetta di venire solo dopo che la vicepreside prof.ssa Giambò dà le più ampie rassicurazioni che i relatori saranno in numero pari tra contrari e favorevoli ad adozioni a coppie dello stesso sesso e ideologia gender. Ho conservato sul mio cellulare i messaggi. Più volte richiesta di fornire garanzie in merito, la prof.ssa Giambò dichiara che la relatrice “scientifica”, la psicologa sig.ra Rognoni, contattata dalla prof. di Religione Angela Diamanti, è su posizioni simili a quelle del prof. Ponte e quindi non si corre alcun rischio di un dibattito sbilanciato. Io mi permetto di segnalare che all’occorrenza posso mettere in contatto la scuola con esperti in ambito psicologico, medico, giuridico, ma la professoressa Giambò rassicura imperterrita. Con qualche ombra di sospetto ci fidiamo: oserà il liceo di Sarzana esser tanto villano verso un relatore così onesto e credibile, che viene da lontano per parlare agli studenti?

Arriva il giorno dell’assemblea. L’ineffabile signora Rognoni si rivela uno stanco megafono dei saggi pseudoscientifici, delle stinte baggianate ideologiche, dei dati truffaldini che le associazioni omosessualiste, incuranti del ridicolo, diffondono nelle loro azioni di propaganda, lautamente foraggiate dalle multinazionali. Il prof. Ponte si ritrova da solo e ciò malgrado la forza gentile e amorevole della sua testimonianza è l’unica che suscita attenzioni e domande. Agli altri nessuno chiede niente, visto che sono gli uomini sandwich, il copy and paste di ciò che il Potere ha deciso che dovete credere. Se fossi uno studente mi chiederei: chi ha mentito a chi cercava di dare una mano a organizzare l’assemblea e dunque a voi e al vostro diritto a essere informati correttamente? 

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Nell’intento di assicurare almeno qui la parità di voci che altrove si trova il modo di smorzare, l’amministratore di questa pagina mette volentieri a disposizione all’interno del post la contestazione dei fatti da lui esposti indirizzatagli quasi gentilmente dalla dirigente di istituto e da un docente. Già immediatamente approvata nella sezione ‘Commenti’, la replica potrebbe non esser notata né letta da chi legga solo il testo dell’articolo senza aprire la pagina specifica. Egli adempie con lietezza divertita a questo interiore ammonimento dell’amor di libertà, pur rimanendo convinto di aver esposto solo fatti concreti, di cui è stato parte in causa, laddove nella replica il merito circoscritto ed evidente dell’accaduto viene evitato con cura. Si tenga presente che la prima riga della replica contiene un errore: leggasi videatur, congiuntivo presente di videor, anziché videatus, forma inesistente nella lingua dei Padri della Chiesa.

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« RESPONDE STULTO IUXTA STULTITIAM SUAM, NE SIBI SAPIENS VIDEATUS (PR 26, 5)

RISPONDI ALLO STOLTO SECONDO LA SUA STOLTEZZA PERCHÉ EGLI NON SI CREDA SAGGIO
Sebbene sia lodevole la pazienza anche nelle parole contrarie che ci riguardano, è opportuno, in certi casi, respingere le ingiurie: per il bene di chi insulta, affinché cessi da tale atto, e in secondo luogo per il bene che potrebbe venire compromesso dagli insulti (S. Th., II-II, q. 72, a. 3).

Gli studenti di questo Istituto eleggono democraticamente i propri rappresentanti i quali, attraverso l’assemblea dei delegati degli studenti, si riuniscono una volta al mese e votano gli argomenti da trattare nelle assemblee d’istituto e delegano ai rappresentanti d’istituto la scelta dei relatori da invitare e l’organizzazione generale dell’evento. Il dirigente scolastico riceve la proposta degli studenti e, se non contrasta con le leggi dello Stato e con il regolamento d’Istituto, la approva avendo cura di garantire la libertà di apprendimento di tutti gli studenti nel rispetto, costituzionalmente garantito, delle opinioni di tutti (art. 15 regolamento d’Istituto – art. 3 Costituzione della Repubblica Italiana).

I rappresentanti delle singole classi avevano chiesto di poter organizzare un’assemblea d’istituto sul tema “unioni civili e adozioni coppie omosessuali” per mercoledì 25 Novembre. Come d’abitudine nella nostra scuola, si è provveduto a dare voce alle varie opinioni mediante l’invito di un rappresentante qualificato. I ragazzi e le ragazze hanno partecipato con interesse e hanno interagito in modo proficuo con i vari interlocutori.

Questi sono i fatti puri e semplici di quanto è avvenuto mercoledì scorso all’Istituto Parentucelli-Arzelà. Spiace che qualcuno abbia voluto costruire sopra questo avvenimento della nostra scuola una teoria del complotto che trasuda un malcelato livore personale per alcuni validi membri del nostro corpo insegnante accusati di aver mentito agli studenti e per la scuola stessa che è qualificata in modo anche peggiore, oltretutto da chi non essendo stato presente all’assemblea ritiene, cionondimeno, di poter scagliare i dardi divini di giudizi definitivi e definitori della dignità e della professionalità dei nostri docenti….per sentito dire!

Questa scuola crede nel valore della verità, che riesce a trionfare prescindendo dal ricorso alla violenza, sia fisica che verbale, proprio perché è la verità. Questa scuola crede nella ragionevolezza e nell’incontro con le opinioni di tutti e non si tira indietro, pur nel rispetto fondamentale per ogni uomo – e non solo per alcuni – e ogni espressione di pensiero, di fronte ad ogni occasione di confronto che permetta di comunicare in modo sereno e pacifico e di lavorare, nel tutto dell’unica ragione con le sue varie e insopprimibili dimensioni, a servizio della comune responsabilità per il suo retto uso all’interno dell’universitas scientiarum.

Questi sono i valori che ci sforziamo quotidianamente di trasmettere ai nostri studenti. Ogni altra motivazione e teoria appartiene al genere della fantascienza o, eventualmente, della farsa, ma è del tutto estranea al modo di lavorare di questa scuola.
Vilma Petricone

Ignazio Raineri»

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